Testi concessi dal Prof. Sergio Villani
OPTOMETRIA
E OFTALMOMETROLOGIA - primo volume
L'IRIDE
Si presenta di circa 12 mm di diametro con un foro al centro. La forma
del foro è quasi circolare e di dimensioni variabilissime essendo
in rapporto al grado di illuminazione ambientale in cui l'occhio si
trova ad operare, alla convergenza degli assi visuali dei due occhi
e all'accomodazione.
Lo spessore, che in condizioni di miosi è circa 0,5 mm, in midriasi
è quasi il doppio.
In condizioni ordinarie la pupilla appare nera, perché le radiazioni
che raggiungono il fondo dell'occhio, pur venendo in buona parte riflesse
indietro, per una questione di allineamento tra occhio osservato e
occhio osservatore, non sono captatili dall'osservatore stesso.
La mobilità della pupilla (come già abbiamo visto parlando del muscolo
ciliare) è assicurata da due muscoli a fibre liscie, innervati uno
dal sistema nervoso parasimpatico (sfintere pupillare), l'altro dal
sistema nervoso simpatico (dilatatore pupillare) FIG. 11-36.
Le varietà di colore irideo sono notevoli e si può dire che ciascuna
persona ha una cromaticità iridea propria e sempre diversa da quella
di un'altra persona.
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FIG.
11-36 - Sezione longitudinale del segmento anteriore dell'occhio
con maggiore evidenza dell'iride e di un processo ciliare (da
Bonnet).
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1)
iride;
2) stroma dell'iride;
3) foglietto epiteliale dell'iride;
4) muscolo sfintere della pupilla;
5) muscolo dilatatore dell'iride;
6) vasi dell'iride;
7) grande cerchio arterioso dell'iride;
8) processi ciliari;
9) fibre zonulari;
10) cristallino;
11) cornea;
12) sclera;
13) canale di Schlemm;
14) ligamento pettinato;
15) muscolo ciliare;
16) angolo irido-corneale;
17) camera posteriore e angolo irido-ciliare. |
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